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SEGNALIBRI

RAYMOND CARVER 

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TUTTE LE POESIE

trad. di Riccardo Duranti e Francesco Durante, Minimum Fax, 2021, 2 voll., pp. 1204, € 30,00

Raymond Carver è universalmente riconosciuto come «il maestro del racconto americano moderno» (Daily Telegraph) ma è nella poesia – l’«altra musa» infaticabile – che va rintracciato il fondamento stesso della sua ispirazione; e a ben vedere il poeta non differisce dal narratore. I temi ricorrono, così come l’asciutta luminosità dello stile e lo sguardo al contempo ingenuo e consapevole. Quest’edizione in doppio volume raccoglie tutti i versi composti nel corso della sua vita. Un dono grande per gli estimatori di un autore che può già definirsi un classico: «E hai ottenuto quello che / volevi da questa vita, nonostante tutto? / Sì. / E cos’è che volevi? / Potermi dire amato, sentirmi / amato sulla terra».

RON PADGETT

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NON PRATICARE IL CANNIBALISMO

a cura di Paola Del Zoppo e Cristina Consiglio, trad. di Riccardo Frolloni, Del Vecchio, 2020, pp. 366, € 19,00

Superando il falso alibi della poesia che teme la chiarezza, Ron Padgett – in questa raccolta che ne ripercorre gli ultimi venti anni di scrittura – ci restituisce un’America ‘normale’, spogliata di quel gigantismo giunto a noi attraverso la finzione cinematografica. Le poesie di Padgett testimoniano «l’ineluttabile gentilezza e brutalità del mondo», sottolineando come la centralità dell’uomo si manifesti nella quotidianità dei dettagli e delle storie, anche se assurde. L’autenticità del poeta nato in Oklahoma e il suo senso lirico aprono a una relazione col lettore, che viene invitato a una «lettura creativa che illumini la possibilità di una perduta aderenza a se stessi». 

PIERO BIGONGIARI

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L’ENIGMA INNAMORATO (ANTOLOGIA 1933-1997)

a cura di Paolo Fabrizio Iacuzzi, Vallecchi, 2021, pp. 224, € 18,00

Rinasce a Firenze l’editore Vallecchi, inaugurando con un’antologia di Piero Bigongiari la collana ‘Vallecchi Poesia’. Un doppio regalo per il lettore, introdotto con amore filiale da Milo De Angelis. E come la donna de La tempesta (uno dei suoi testi più famosi) anche la poesia metamorfica di Bigongiari, che «passa continuamente dal pensiero alla fiaba, dallo stupore immobile all’accumulo forsennato» senza mai risolvere i conflitti o conciliare gli opposti, «trova il filo da seguire / per non morire restando se stessa».

GIORGIO AGAMBEN

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LA FOLLIA DI HÖLDERLIN

Einaudi, 2021, pp. 248, € 20,00

L’ultimo lavoro di Agamben analizza la seconda metà della vita di Hölderlin, quella in cui il grande poeta – per dirla con Walser – «ritenne consigliabile, cioè pieno di tatto, perdere la ragione». Un libro importante, che ci aiuta a comprendere come la poesia e l’esistenza stessa dell’ultimo Hölderlin siano connesse alle profonde riflessioni filosofiche e letterarie che il poeta aveva maturato prima della follia. Il concetto di «vita abitante» delineato da Agamben trova piena espressione nella vita poetica di Hölderlin: «la sorte che ci è stata assegnata è fallire – in ogni arte e studio e innanzitutto nella casta arte di vivere».

DANTE ALIGHIERI

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IL FIORE – DETTO D’AMORE

a cura di Luca Carlo Rossi, Mondadori, 2021 (2a ed.), pp. 336, € 10,00

In occasione dell’anno dantesco, Mondadori dà alla luce la nuova edizione aggiornata di due opere attribuite da diversi critici illustri al sommo poeta, Il Fiore e il Detto d’amore. Entrambi i testi, ispirati al Roman de la Rose, documentano l’apprendistato poetico di un giovane genio incline allo sperimentalismo. Se nella corona di sonetti del Fiore Dante adotta lo stile comico-parodistico, con un formidabile lavoro sulla lingua (una sorta di rutilante franco-toscano), nel Detto è il virtuosismo metrico-stilistico a colpire il lettore, con la rima ricca e insieme equivoca che impreziosisce i settenari del poemetto. 

PAUL CELAN

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L’ANTOLOGIA ITALIANA

a cura di Dario Borso, Nottetempo, 2020, pp. 228, € 12,00

Questa preziosa raccolta comprende le 48 poesie che Paul Celan aveva selezionato per i lettori italiani nel 1964. Il volume, che doveva essere pubblicato da Mondadori, non venne mai alla luce. A ricostruire la curiosa storia editoriale dell’antologia è nell’introduzione il curatore Dario Borso, autore tra l’altro del pregevole Celan in Italia. Storia e critica di una ricezione (Prospero Editore, 2020). La traduzione di Borso restituisce con precisione la vera natura della poesia celaniana, aliena da qualsiasi intento classicheggiante e alla tenace ricerca della parola concreta, la «parola purpurea che cantammo / sopra la spina, / oltre». 

CEES NOOTEBOOM

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ADDIO

trad. di Fulvio Ferrari, Iperborea, 2020, pp. 96, € 11,00

Un uomo esce nel suo giardino e si chiede: «la fine della fine, cosa poteva essere?». Presto gli tornano in mente gli anni della guerra, le schiene dei soldati nell’ora della sconfitta. È con queste immagini che Nooteboom ci immerge nello straordinario viaggio di Addio. Un capolavoro segnato dalla pandemia, popolato da figure che affollano la coscienza del poeta come un «carnevale // dell’angoscia». Il grande mistero della vita strappa al silenzio versi memorabili: «Tante strade / ho percorso, sempre in cerca di qualcosa / che doveva trovarsi più lontano, che quando / infine scorgevo svaniva come un miraggio // o appariva come poesia».

GEORG TRAKL

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QUARANTA POESIE

a cura di Dario Borso, Giometti & Antonello, 2020, pp. 144, € 22,00

Selezionate da Antonio Porta nel 1989, anno della sua morte, le Quaranta poesie di Trakl trovano finalmente un traduttore all’altezza del non facile compito, Dario Borso, e una casa editrice come Giometti & Antonello brava nel riproporre i grandi del Novecento. Ottimo il lavoro di Borso, che nell’introduzione ci mostra l’innegabile influenza del tardo Hölderlin sulla poesia trakliana, e i rapporti di Celan con quest’ultima. Un eguale apprezzamento va alla traduzione, che accanto a quella di Carifi in Canto del dipartito e altre poesie (Le Lettere, 1992) ci sembra la migliore resa in italiano di Trakl degli ultimi decenni.

LOUISE GLÜCK

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L’IRIS SELVATICO

trad. di Massimo Bacigalupo, Il Saggiatore, 2020, pp. 158, € 14,00

Vincitore del Pulitzer nel 1993, L’iris selvatico è il settimo libro di poesie del premio Nobel Louise Glück. Ci troviamo in un lussureggiante e metaforico giardino del Vermont, dove – con parole semplici, consuete, eppure sostenute da un tono non di rado ieratico, classicheggiante, certamente coraggioso – l’autrice monologa o dialoga con i fiori che accudisce («Non m’importa / quante estati vivo per ritornare: in quest’unica estate siamo entrati nell’eternità») su questioni esistenziali e metafisiche, alla presenza/assenza di un dio («Eppure la tua voce mi raggiunge sempre. / E io rispondo costantemente»).

ELISA BIAGINI

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FILAMENTI

Einaudi, 2020, pp. 96, € 10,00

«In quell’aprirmi al / mondo c’è il tuo / viso e il taglio / che mi ha fatta / sola». Filamenti, ultima raccolta della fiorentina Elisa Biagini, si caratterizza per un’evidente tensione dialogica, necessaria alla ri-conoscenza di sé nell’altro, nello spazio in cui «si annoda lo slacciato» e la parola «brucia / in questo suo alternarsi / di corrente». Una scrittura asciutta, densa e precisa, memore della lezione celaniana (e non a caso il titolo rimanda a Fadensonnen), dove la lingua pare – ottimisticamente – ancora in grado di vivificare il tessuto biografico del poeta.        

VIVIAN LAMARQUE

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IL SIGNORE D’ORO

Crocetti, 2020, pp. 96, € 11,00

Pubblicato per la prima volta nel 1986, Il signore d’oro torna nelle librerie a ricordarci quanto singolare sia stata – e sia – l’avventura poetica di Vivian Lamarque. Dedicato al dott. B. M., lo psicanalista da cui Lamarque era in cura, l’intero libro è un viaggio, tenero e insieme spietato, alla ricerca di un amore impossibile generato dal più classico dei transfert. L’idealizzazione del signore (appunto «d’oro») e la sua inafferrabilità rientrano nella dimensione fiabesca e infantile che la stessa analisi ha contribuito a rafforzare. Anche le domande, così frequenti nel testo, sembrano ricalcare in falsetto l’ascolto attivo dell’amato dottore.

MARGARET ATWOOD

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ESERCIZI DI POTERE

trad. di Silvia Bre, Nottetempo, 2020, pp. 160, € 12,00

Nottetempo rinnova la sua attenzione alla poesia con questa bella raccolta – uscita per la prima volta in Canada nel 1971 – di Margaret Atwood, autrice da anni nella rosa del Nobel e qui magistralmente tradotta da Silvia Bre. Sono versi lucidi, sinceri, dove si coniugano asprezza e intimità («in pezzi, le mie parti / brillano per un poco nelle tue vuote mani»), che con ironico disincanto denunciano l’incapacità di dialogo nelle relazioni di coppia e la disuguaglianza – anche a livello puramente affettivo – tra i sessi («e nelle notti più quiete / salti su dalla / sedia senza neanche toccare la cena / e riesco appena a salutarti con un bacio»).

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Immagine di copertina © Alice Cantoro