Title

trad. dal coreano di Marco Albé

POESIA SCRITTA FACILMENTE


La pioggia notturna cade fuori dalla finestra

la stanza di tre metri di lato è un paese straniero

e sebbene sappia che il poeta è una triste vocazione

cerco di scrivere un rigo di poesia.

Sudore e amore impregnano dolcemente

la busta dell’assegno che ho ricevuto

così prendo il mio quaderno

e vado alla lezione di un vecchio professore.

Penso ai compagni d’infanzia

tutti perduti uno dopo l’altro

a che cosa voglio in realtà

e se non mi stia liquidando da solo.

La vita è difficile viverla

e che la poesia si scriva così facilmente

è una cosa imbarazzante.

La stanza di tre metri di lato è un paese straniero

la pioggia notturna cade fuori dalla finestra

accendo una lampada e allontano un poco il buio

il mio io definitivo attende il mattino come un tempo nuovo.

Mi tendo timidamente la mano

per la prima stretta alle lacrime e al conforto.


*


쉽게 씌어진 시


창밖에 밤비가 속살거려

육첩방은 남의 나라.

시인이란 슬픈 천명인 줄 알면서도

한 줄 시를 적어볼까.

땀내와 사랑내 포근히 품긴

보내주신 학비 봉투를 받아

대학 노―트를 끼고

늙은 교수의 강의 들으러 간다.

생각해보면 어린 때 동무를

하나, 둘, 죄다 잃어버리고

나는 무얼 바라

나는 다만, 홀로 침전하는 것일까?

인생은 살기 어렵다는데

시가 이렇게 쉽게 씌어지는 것은

부끄러운 일이다.

육첩방은 남의 나라

창밖에 밤비가 속살거리는데

등불을 밝혀 어둠을 조금 내몰고

시대처럼 올 아침을 기다리는 최후의 나.

나는 나에게 적은 손을 내밀어

눈물과 위안으로 잡는 최초의 악수.



UN’ALTRA CASA NATALE


La notte che sono tornato a casa

le mie ossa bianche mi hanno seguito per dormire nella stessa stanza.


La stanza buia si apre sull’universo

e in cielo il vento soffia come una canzone.


Nel buio il vento mi lavora finemente

mentre esamino le ossa bianche

e mi metto a piangere

o forse sono le ossa a piangere

o è un’anima gentile.


Un cane euforico

per tutta la notte abbaia alle tenebre.


Quel cane che abbaia alle tenebre

forse è sulle mie tracce.


Quindi andiamo, è ora

di fuggire come un ricercato

verso un’altra bella casa natale, di nascosto dalle ossa.


*


또 다른 고향


고향에 돌아온 날 밤에

내 백골이 따라와 한 방에 누웠다.


어둔 방은 우주로 통하고

하늘에선가 소리처럼 바람이 불어온다.


어둠 속에서 곱게 풍화작용하는

백골을 들여다 보며

눈물 짓는 것이 내가 우는 것이냐

백골이 우는 것이냐

아름다운 혼이 우는 것이냐.


지조 높은 개는

밤을 새워 어둠을 짖는다.


어둠을 짖는 개는

나를 쫓는 것일 게다.


가자 가자

쫓기우는 사람처럼 가자.

백골 몰래 아름다운 또 다른 고향에 가자.



CONFESSIONE


Nello specchio ossidato di verderame

appare quanto resta del mio volto

ed essendo una reliquia di chissà quale dinastia

forse è anche maledetto.


Posso concentrare la mia confessione in un solo rigo.

– Appena ventiquattro anni e un mese,

che razza di gioia ti aspettavi?


E domani o dopodomani o in qualsiasi giorno felice

mi toccherà scrivere un altro rigo.

– Ma così giovane

perché devo confessare tanta vergogna?


Notte dopo notte lustro il mio specchio

col palmo delle mani e la pianta dei piedi.


E alla fine vi appare

la schiena di una persona triste

che cammina da sola sotto le meteoriti.


*


참회록


파란 녹이 낀 구리 거울 속에

내 얼굴이 남아있는 것은

어느 왕조의 유물이기에

이다지도 욕될까.


나는 나의 참회의 글을 한 줄에 줄이자.

― 만 이십사 년 일 개월을

무슨 기쁨을 바라 살아왔던가.


내일이나 모레나 그 어느 즐거운 날에

나는 또 한 줄의 참회록을 써야 한다.

― 그때 그 젊은 나이에

왜 그런 부끄런 고백을 했던가.


밤이면 밤마다 나의 거울을

손바닥으로 발바닥으로 닦아보자.


그러면 어느 운석 밑으로 홀로 걸어가는

슬픈 사람의 뒷모양이

거울 속에 나타나온다.




Yun Dong-ju (1917-1945) è uno dei poeti più noti e amati in Corea. Recatosi in Giappone per specializzarsi in letteratura, vi morirà appena ventisettenne dopo due anni di prigionia, incarcerato per aver appoggiato la lotta del proprio paese contro l’occupazione nipponica. La sua silloge fondamentale Cielo vento stelle e poesia, uscita postuma nel 1948, è continuamente ristampata e accresciuta di nuovi testi recuperati.



*

Fotografia © Arthur Tress


28/06/2021

Pardiez

LA STANZA APERTA AL BUIO.
TRE TRADUZIONI DA
YUN DONG-JU