***


Quando nevica e la neve muore

il vitello verso il mattatoio

solleva il muso e l’assapora.

Il fiocco si posa come cenere sulle spoglie

e si disperde.



***


E anche se ho il fiato corto nell’abbaio,

anche se arrivo ultima, anche se cazzo non ti accorgi

che una scelta ammazza; provvedo alle vivande, mi dicevi,

alle cibarie. Microcippate e sterilizzate di razza randagia,

col busto calmo e lo scheletro incollato agli ovidotti

scendiamo in campo o tra le braccia

dell’omuncolo o tizio nano, dipende da cosa piace.

Non ti accorgi che una porta aperta è un istante

dietro al volto di cappuccetto rosso che corrompe il lupo

in una cella finché mangi la nonnina per avere per sé

un letto caldo e un cacciatore di velluto rosso.

Dicono che dal colore della merda dipenda il buono stato

di salute mentale mentre una foglia ostenta un vestito

di mosche e di luna seppia. Seppi, anziché stufarmi di queste

rughe, che l’uomo ha minacciato l’immagine di sé

tra le bocche inesplorate in un tempo sporco o dimenticato.



***


Capezzoli mammelle uteri

il sesso a poco prezzo

sfila appeso nella corsia centrale del mattatoio.

La luna entra nel vetro del lampione

bruciandosi esplode in un’attrazione fatale,

una cupola di luce rossa si riflette

nella stanza: sexy bordello

senza alcuna immaginazione.

Da un po’ di tempo le razze nostrane

hanno ceduto il passo alle straniere:

Wagyu, Aberdeen, Fjall Svedese.



***


Ancora cosciente mi rivolti vivo nella vasca,

l’acqua bollente rende tenera la morte.

Un paio di minuti è il tempo che ci vuole

per far puzzare il cielo.

Il porco dopo di me non sa nuotare,

gli basterà un secondo per farsi trasformare

nel bianco del carcame scolorito.

Un braccio meccanico mi spinge giù in fondo

nel mare sospeso di rosso.

Il porco ha gli occhi fissi su di me che fremo,

mi opprimo, continuo a calare.

Quando l’inferno non ti brucia più ne fai parte

o non esisti.




Teodora Mastrototaro è nata a Trani nel 1979 e vive a Roma. Ha esordito con la raccolta Afona del tuo nome (La Vallisa, 2009), tradotta dal poeta Jack Hirschman con il titolo Can’t voice your name (CC. Marimbo, 2010). Autrice di testi teatrali tra cui La seconda stanza (Festival delle donne e dei saperi di genere), Inumanimal (vincitore al “Festival delle Arti Luccica” come miglior atto performativo), A Senza nome (spettacolo patrocinato da Amnesty International Italia e dall’associazione Antigone), Felicia – Frammenti di Felicia Impastato e Alda – Nell’intimità dei misteri del mondo. Direttrice artistica, insieme a Maurizio Evangelista, del festival “Notte di poesia al Dolmen”. Legati i maiali (Marco Saya, 2020 – finalista al premio Arcipelago Itaca) è la sua seconda pubblicazione poetica.



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Fotografia © Tommaso Ausili


22/01/2021

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Nuovi versi

POESIE DA
“LEGATI I MAIALI”
DI TEODORA MASTROTOTARO