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quello che vedevi oltre il sereno
nel fogliame incustodito del faggeto
una figura incappucciata, in piedi
attenta a restare
in perpendicolo
sul luogo asciutto dove nacque un
tempo, un’assurdità biologica
concepita nel calore di una bestia
allarmata dai motori, di mattino
presto.
Come potevi dirmi
Ormai, come potevi, ormai è tutto
perso e fingere di andartene nel niente
del faggeto?
Non ero più sicuro
di restare se a dirmi Resta
fu l’agnello delle pasque, tu che
ridi e non hai nulla tra le mani
da darmi, non avevi
nulla in cambio tra le mani
***
dedicarsi ai medesimi volti, farli
invecchiare fiaccandoli di sguardi
assenti, privi di acrimonia, tra tutte
le bugie che dici una
spicca il volo e ci trapassa: non
il predestinato che patisce
i dolori del mondo, ma una fiamma
inestinguibile, severa
come il nostro amore
***
l’altra di me intrisa
di buone, sante intenzioni
aggirata tra i sensibili
al contagio, i piccoli
voraci portatori di
pochezza, non è così
che guarirai dal male
una sola la ragione
che ti guasta la vita
e ora che si avvera
non si accorgono di come
sboccino nel buio
le cicorie

Elio Tavilla è nato a Messina nel 1957. Insegna Storia del diritto all’Università di Modena e Reggio Emilia. Tra i suoi libri di poesia, Il cubo e l’assenza, con prefazione di Maria Luisa Spaziani (Società di Poesia, 1984 – Premio per l’inedito E. Montale 1983), Concetti semplici, con prefazione di Rosita Copioli (Prova d’Autore, 1989), L’amore di due, con postfazione di Alberto Bertoni (Book Editore, 1999 – Premio Dario Bellezza 2000), La cometa, con nota introduttiva di Giampiero Neri e postfazione di Emilio Rentocchini (Gallo & Calzati editori, 2005 – Premio Sandro Penna 2005), La gravità terrestre (Musicaos, 2020) e La disisperanza (Interno Libri, 2025). È stato fondatore e redattore della rivista «Gli immediati dintorni. Rassegna di poesia contemporanea», di «Frontiera. Rivista di scritture contemporanee» e di «Radio Frontiera. Audiorivista di voci e scritture».
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Immagine di copertina: Carol Rama, Seduzioni, 1983

