Antonio Bux è nato a Foggia nel 1982. Ha pubblicato varie opere, tra le quali Trilogia dello zero (Marco Saya, 2012 – finalista Premio Montano, vincitore Premio Minturnae), Kevlar (Società Editrice Fiorentina, 2015 – Premio Alinari), Naturario (Di Felice, 2016 – finalista Premio Viareggio), Sasso, carta e forbici (Avagliano, 2018 – Premio Alfonso Malinconico) e La diga ombra (Nottetempo, 2020). Ha pubblicato anche tre libri in spagnolo e uno in vernacolo foggiano. Come traduttore ha curato i volumi Finestre su nessuna parte (Gattomerlino Superstripes, 2015) di Javier Vicedo Alós, Bernat Metge (Joker, 2020) di Lucas Margarit e Contro la Spagna e altri poemi non d’amore (Nessuno Editore, 2020) di Leopoldo María Panero. Ha fondato e dirige il blog Disgrafie, oltre che una collana per la casa editrice RPlibri e due collane per le Marco Saya Edizioni. Per Avamposto cura la rubrica Pardiez.